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mercoledì 15 febbraio 2017

Fences (Barriere)

Troy Maxson è un uomo di mezza età che vive nei sobborghi di Pittsburgh alla fine degli anni '50, lavora come netturbino e vive con la moglie Rose e il figlio diciassettenne Cory.
La sua vita scorre in modo apparentemente semplice: casa, lavoro, quattro chiacchiere con il suo migliore amico, una bottiglia di gin nel fine settimana per stemperare lo stress, un rapporto ancora passionale con la moglie devota. Ma un terribile segreto ben presto sconvolgerà la sua vita, e sarà costretto a fare i conti con gli errori e il dolore causato ai suoi cari.


Vite di tutti i giorni. Si potrebbe dire persone ordinarie raccontate in modo straordinario: questo realizzava nel 1983 il drammaturgo August Wilson con la sua pièce teatrale "Fences", vincitrice del Premio Pulitzer e del Tony Award
Quella storia oggi è diventata un film diretto da Denzel Washington, che interpreta anche il protagonista, affiancato da Viola Davis. Entrambi gli attori riprendono i ruoli di Troy e Rose che avevano già portato in scena a Broadway nel 2010 in un nuovo allestimento dell'opera con grande successo (vinsero entrambi il Tony nelle rispettive categorie attoriali).

lunedì 9 gennaio 2017

Golden Globe 2017: I Momenti "Migliori" e "Peggiori"


Oltre alle numerose trasparenze e all'elevata percentuale di "pelle" mostrata sul Red Carpet dalla maggioranza delle star presenti (da Jessica Biel a Mandy Moore, da Drew Barrymore a Sofia Vergara), la 74esima edizione dei premi della Hollywood Foreign Press Association sarà ricordata dai posteri sicuramente per due motivi: il record di 7 globi d'oro vinti da "La La Land" (più di qualsiasi altra pellicola, superando quota 6 di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" nel 1975 e di "Fuga di Mezzanotte" nel 1978), e il discorso di ringraziamento di Meryl Streep (premiata con il Cecil B. DeMille Award alla straordinaria carriera) sempre in prima linea sui temi del sociale, che senza nominarlo apertamente ha duramente criticato Donald Trump e la sua pericolosa attitudine a diffondere discriminazione, xenofobia e violenza.


Va detto che in pochi si sono risparmiati battute e malcelate frecciatine al neo-presidente eletto (Jimmy Fallon nel suo monologo di apertura l'ha persino paragonato al terribile Re Joffrey del Trono di Spade), responsabile di alimentare odio, razzismo e separazione tra differenti gruppi etnici (e non solo), quando proprio ieri sera al Beverly Hilton si è potuto testimoniare quanto Hollywood (finalmente?) abbia accolto il delicato tema della "diversity" e, dopo la polemica dello scorso anno con il controverso  #oscarsowhite, si siano visti molti candidati e vincitori di colore, sia in ambito televisivo che cinematografico (vedi tra gli altri la serie tv "Atlanta" e la protagonista di "Black-ish" Tracee Ellis Ross vincitrice del primo Golden Globe per un'attrice comica di colore dal 1983, anno in cui Debbie Allen lo portò a casa per "Fame").
In questo clima, quindi, quali sono stati i momenti "migliori" e "peggiori" dello show?